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Sánchez accusa reti collegate a Israele e Russia: hanno gonfiato la crisi di Ceuta con notizie false

di Giulia Petrella
Sánchez accusa reti collegate a Israele e Russia: hanno gonfiato la crisi di Ceuta con notizie false

Il premier spagnolo denuncia campagne di disinformazione legate a Israele e Russia, che avrebbero distorto una sentenza del Tribunale Supremo per indebolire il suo governo e le istituzioni europee. Escluso il Marocco.

Pedro Sánchez accusa reti di disinformazione collegate a Israele e Russia di aver gonfiato con notizie false la crisi migratoria di Ceuta, l'enclave spagnola sulla costa nordafricana. In un'intervista ai media spagnoli, il primo ministro ha detto che quelle reti hanno amplificato le notizie sull'arrivo in massa di migranti. La campagna, ha sostenuto, si basava in parte su un'interpretazione distorta di una sentenza del Tribunale supremo spagnolo sui migranti che attraversano a nuoto il confine.

Secondo Sánchez, l'obiettivo era indebolire il suo governo e minare la fiducia nelle istituzioni europee. Il premier ha collegato la campagna alle tensioni con Mosca per la guerra in Ucraina e con Israele per il conflitto in Medio Oriente.

Sánchez ha escluso responsabilità dirette del Marocco: i servizi di intelligence spagnoli non hanno trovato prove che Rabat abbia provocato la crisi. Anzi, ha elogiato il Marocco per la sua immediata cooperazione con le autorità spagnole.

La crisi è esplosa a fine luglio, quando decine di migliaia di persone sono entrate a Ceuta dal Marocco. El País ha riferito di circa 80.000 persone entrate irregolarmente il 30 e 31 luglio. Nell'enclave sono rimasti tra 5.000 e 8.000 migranti. Di fronte a numeri del genere, Madrid ha chiesto l'assistenza di Frontex, l'agenzia europea per le frontiere esterne.