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La sinistra scarica il woke: Conte rompe il tabù, Schlein tace

di Marco De Santis
La sinistra scarica il woke: Conte rompe il tabù, Schlein tace

Dopo le parole di Conte, nel centrosinistra è scattata la corsa a prendere le distanze dal politicamente corretto. Casalino, Boldrini e Renzi ammettono gli eccessi, ma il pentimento arriva quando la destra ha già vinto la battaglia culturale.

«Alla sinistra non serve il woke, il nemico da combattere è questa società di diseguali». L'ha detto Giuseppe Conte. E da quel momento, nel centrosinistra è scattata la corsa a prendere le distanze dal politicamente corretto. Con un ritardo che sa di imbarazzo.

L'ex premier ha rotto il tabù, e ora anche chi per anni ha difeso le battaglie per i diritti civili ammette che si è andati troppo oltre. Rocco Casalino, ex portavoce di Conte e oggi direttore de La sintesi, fa un esempio concreto: «Il movimento woke ha portato attenzione su discriminazioni e diritti Lgbtqia+ ma alcune estremizzazioni hanno finito per danneggiare la comunità». Poi entra nel dettaglio: «Penso alle competizioni femminili delle atlete. Se si sostiene che una persona transgender debba essere considerata in ogni contesto come una donna biologica, ignorando l'equità sportiva, si offre a chi è omofobo un argomento per attaccare ingiustamente l'intera battaglia per i diritti Lgbtqia+».

Laura Boldrini, interpellata insieme a Casalino, rivendica le battaglie di civiltà ma poi precisa: «In Italia l'approccio è stato diverso da quello degli Usa con slogan non così radicali». E ancora: «Non mi risulta che in Italia si sia fatta una lettura della storia con occhi diversi da quelli del mainstream. Noto una strumentalizzazione della destra». Insomma, la cancel culture non c'entra con noi.

Anche Matteo Renzi, dalle colonne di Repubblica, abbatte il piedistallo: «Si è colpita la libertà di espressione reintroducendo forme di censura». E conclude: «Superare il woke significa aprire una riflessione sull'identità culturale del nostro tempo».

Nel Movimento 5 Stelle, Alessandra Maiorino, responsabile diritti civili, prova a tenere insieme tutto: «Le parole di Conte sono di una chiarezza solare. Chi parla di passi indietro ignora i fatti». Ma intanto il leader ha già scavalcato tutti, anche Elly Schlein, che sul tema tace.

La sensazione è che il woke sia diventato un peso morto da scaricare prima delle elezioni del 2027. Peccato che il pentimento arrivi solo ora, quando il danno è fatto e la destra ha già vinto la battaglia culturale. La sinistra si sveglia sempre quando è troppo tardi.