La paura di essere filmati spegne la spontaneità della Gen Z

Filmare estranei è diventato normale, e la Gen Z ha iniziato a trattenersi: in discoteca, ai festival, ai concerti. È auto-censura, e sta cambiando il modo in cui viviamo.
La paura di essere filmati e derisi online sta spegnendo la spontaneità, soprattutto tra i più giovani. Il fenomeno ha un nome preciso: auto-censura. E ha un luogo preciso: i momenti di socialità più libera, come discoteche, festival e concerti. Riprendere chi non conosci è diventato un'estensione naturale dell'esperienza sociale, non una violazione della privacy.
Una ricerca del 2022 lo conferma: con l'avvento dei social e dei video in formato breve, filmare estranei è ormai percepito come normale, come se uscire di casa equivalesse a firmare una liberatoria universale sull'uso della propria immagine. Sociologi e filosofi la chiamano società della sorveglianza, ma non quella dall'alto immaginata da George Orwell in 1984: una versione orizzontale e pervasiva, fatta di riconoscimento facciale, dispositivi sempre rintracciabili, profilazione sui siti web e condivisione costante della propria vita online.
Siamo noi a fornire i dati, spesso senza rendercene conto. E così si sviluppa un atteggiamento difensivo che sfocia nel cinismo. Essere bollati come extra o cringe può costare caro, socialmente parlando, e la generazione cresciuta sui social lo ha imparato in fretta: se tutto può essere deriso, meglio non esporsi. Si balla trattenendosi, si evitano certi gesti, ci si veste e ci si muove pensando a come si apparirebbe in un eventuale video virale.
Prima potevi confonderti tra la folla a un concerto o a una festa, protetto da un anonimato che oggi non esiste più: chiunque può riprenderti in pubblico senza chiederti il permesso e pubblicare il video. Per esistere nello spazio pubblico, ormai, devi accettare di essere esposto. Il paradosso è che abbiamo barattato la spontaneità con l'approvazione digitale.
Se per ballare devi pensare a come appariresti in un video virale, allora non stai ballando: stai recitando. La vulnerabilità di mostrarsi imperfetti e il diritto di sbagliare non dovrebbero essere un lusso.