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Honduras, la polizia sgombera i Garífuna: prima volta con la nuova legge sugli investimenti

di Luca Mastropietro
Honduras, la polizia sgombera i garífuna: è la prima volta con la legge che premia il turismo

A San Juan, sulla costa caraibica dell’Honduras, centinaia di poliziotti hanno assediato per settimane una comunità garífuna e sgomberato la sua terra, finita a una società turistica. Cinque difensori sono imputati per usurpazione davanti al tribunale della criminalità organizzata.

La Corte Interamericana dei Diritti Umani aveva già condannato l’Honduras nel 2023, con una sentenza che riguarda proprio San Juan: lo Stato deve consegnare alla comunità un titolo di proprietà collettiva su terre alternative — o, in mancanza, pagare gli indennizzi — e in ogni caso creare un fondo per istruzione, casa, alimentazione, sanità e acqua potabile.

A quasi tre anni di distanza, e con un cambio di governo in mezzo, la comunità sostiene che non sia stato fatto quasi nulla: né da un colore politico né dall’altro. E a luglio, a San Juan, sulla costa caraibica, la polizia è entrata con la forza — a colpi e spari, secondo le organizzazioni presenti sul posto — e ha cacciato decine di persone che abitavano quel territorio da generazioni.

Il terreno è finito alla società Promociones y Turismo per una risoluzione giudiziaria. È la prima volta che viene applicata la nuova Legge per il rafforzamento e la protezione del settore agroindustriale, dei progetti energetici, del turismo, dell’allevamento e dei piccoli produttori agricoli: una norma pensata per attrarre investimenti, che le organizzazioni locali bollano come una licenza per legalizzare l’esproprio.

Il 6 luglio, durante lo sgombero, la polizia ha fermato cinque membri dell’Ofraneh, l’organizzazione che difende i diritti garífuna. Sono stati rilasciati in serata con misure cautelari, ma restano imputati di usurpazione aggravata davanti al tribunale a competenza nazionale per la criminalità organizzata: in Honduras è l’organo che giudica narcotraffico e associazioni criminali.

«Le autorità sanno che questo territorio ha una risoluzione della Corte Interamericana favorevole al popolo garífuna, ma la ignorano, danno corso alle denunce di privati e legalizzano l’acquisto di terreni che appartengono al popolo garífuna», denuncia Yessica, dell’Ofraneh.

«Ci preoccupa profondamente che il tribunale che segue il caso sia questo. Ci trattano come se fossimo criminali», dice Yessica Trinidad, coordinatrice della Rete nazionale delle difensore dei diritti umani in Honduras.

La comunità garífuna è sopravvissuta a secoli di colonizzazione, deportazioni e marginalizzazione. Oggi la minaccia ha la forma di una legge che trasforma la difesa del territorio in un reato. Mentre il governo sventola la bandiera dello sviluppo, a San Juan si consuma l’ennesimo schiaffo a un popolo che la giustizia internazionale aveva già tutelato: solo che qui, per la prima volta, lo sgombero è a norma di legge.