TECNOLOGIA· 1 min di lettura

Grindr fa pagare 300 dollari al mese per un’app senza pubblicità

di Chiara Iannelli
Grindr fa pagare 300 dollari al mese per un’app senza pubblicità

EDGE costa 300 dollari al mese e promette match scelti dall’AI. Intanto l’app gratuita è sommersa di pubblicità, e i ricavi crescono del 33%.

Trecento dollari al mese. È quanto costa EDGE, l’abbonamento più caro di Grindr, arrivato a febbraio: un’intelligenza artificiale che riassume le chat, seleziona i match della giornata e segnala quanto due profili sono compatibili. Nel frattempo l’app gratuita, dicono gli utenti, è diventata quasi inutilizzabile.

I conti dell’azienda dicono che la mossa funziona: 138 milioni di dollari di ricavi nel secondo trimestre, il 33% in più rispetto all’anno scorso, e il capo dell’azienda George Arison si dichiara soddisfatto di chi ha scelto il piano.

Chi non paga si ritrova pubblicità nelle chat e dentro la griglia dei profili, al punto che i critici hanno tirato fuori la parola «enshittification»: il processo per cui una piattaforma peggiora di proposito nel tempo, diventando più frustrante da usare finché pagare non sembra l’unica uscita.

Grindr respinge la lettura. Un portavoce dell’azienda sostiene che EDGE sia «completamente opzionale» e che chi usa l’app gratis continui ad avere le funzioni di sempre — griglia, profili, messaggi illimitati — mentre la pubblicità servirebbe proprio a tenere gratuite quelle funzioni.

Il paradosso però resta nei numeri: più l’esperienza gratuita peggiora, più il piano da 300 dollari diventa appetibile. E quello che l’abbonamento vende davvero non è l’intelligenza artificiale, è il diritto di tornare a usare l’app come funzionava prima.