Meta prepara occhiali senza fotocamera: restano i microfoni che registrano l'ambiente

Dopo le polemiche per molestie e violazioni della privacy, Meta starebbe per lanciare entro fine anno una versione degli occhiali intelligenti senza fotocamera. Ma i sei microfoni per l'assistente IA potrebbero continuare a registrare l'ambiente, anche chi è vicino senza saperlo.
Gli occhiali intelligenti di Meta con fotocamera hanno cominciato come un prodotto ben recensito e redditizio, e sono diventati uno strumento per molestare e violare la privacy, odiato da molti. La reazione negativa è cresciuta tanto che molti proprietari hanno paura di usarli in pubblico. Meta è chiaramente allarmata: sta cercando di introdurre un «pulsante di emergenza» e sta disabilitando da remoto i cosiddetti manfluencers, mettendo fuori uso i loro occhiali.
Ora, secondo The Information, l'azienda starebbe per lanciare entro fine anno una versione senza fotocamera. È il segnale più chiaro finora che Meta sta perdendo la battaglia dell'opinione pubblica.
Il progetto, nome in codice Luna, avrà sei microfoni per parlare con il chatbot di intelligenza artificiale dell'azienda e con Muse, l'assistente IA lanciato di recente. Ma i microfoni probabilmente registreranno anche l'audio dell'ambiente circostante, dove chi è vicino potrebbe non sapere di essere registrato. Rimuovere la fotocamera potrebbe non bastare a placare le preoccupazioni sulla privacy.
La notizia arriva pochi giorni dopo che due famiglie hanno presentato una causa collettiva sostenendo che Meta estraeva dati biometrici dalle foto Instagram e Facebook delle persone per sviluppare un sistema di riconoscimento facciale per i suoi occhiali intelligenti. Il progetto Luna potrebbe essere presentato già alla conferenza Meta Connect della settimana successiva.
La scommessa di Meta è che la gente sia disposta a pagare centinaia di dollari solo per parlare con i suoi assistenti IA, non per fare foto. Ma se i microfoni registrano l'ambiente, il problema si sposta dalla fotocamera al microfono. E resta il problema di fondo: un prodotto che ha favorito comportamenti inquietanti in pubblico.