TECNOLOGIA· 3 min di lettura

Maltrattare Claude ora è contro le regole: cosa si rischia davvero

di Chiara Iannelli
Maltrattare Claude ora è contro le regole: cosa si rischia davvero
Credit: Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, a TechCrunch Disrupt 2023. Foto TechCrunch, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Dal 12 novembre la Usage Policy di Anthropic vieta di maltrattare Claude in modo prolungato e senza motivo. Vale solo per i casi estremi. Ma le novità più pesanti dell'aggiornamento riguardano armi, sorveglianza e robot.

Se insulti Claude a ripetizione, Claude può chiudere la conversazione. Non è una novità: succede già su Claude.ai e Claude Code. Dal 12 novembre diventa anche una regola scritta, dentro l'aggiornamento annuale della Usage Policy che Anthropic ha pubblicato l'8 ottobre.

La nuova voce vieta il comportamento abusivo o crudele verso i modelli quando è prolungato e gratuito. Anthropic precisa che riguarda solo i casi estremi, quando qualcuno si accanisce su Claude ripetutamente e senza alcuno scopo. Restano fuori la frustrazione di chi non riesce a farsi capire, le discussioni, i temi creativi cupi e i test o la ricerca sui modelli.

La nuova voce della Usage Policy di Anthropic, in vigore dal 12 novembre 2026 (estratto, evidenziature di Kronaca)
La nuova voce della Usage Policy di Anthropic, in vigore dal 12 novembre 2026 (estratto, evidenziature di Kronaca)

E il ban? La sanzione principale, scrive Anthropic, resta la chiusura della conversazione. Ma la regola ora sta nella Usage Policy, e per qualunque violazione la policy prevede che l'azienda possa avvisare, rallentare, limitare, sospendere o chiudere l'accesso. Il rischio sull'account quindi esiste, ma è riservato a chi insiste nel maltrattare il modello senza ragione.

L'annuncio di Anthropic sull'aggiornamento, 8 ottobre 2026 (evidenziature di Kronaca)
L'annuncio di Anthropic sull'aggiornamento, 8 ottobre 2026 (evidenziature di Kronaca)

Il resto dell'aggiornamento pesa di più. Una nuova sezione, «Non intraprendere campagne ingannevoli o attività artificiali», raccoglie regole prima sparse tra elezioni, frode, privacy e disinformazione: vieta di nascondere chi c'è dietro un messaggio, di gonfiare contenuti con account o post falsi e di costruire strumenti per operazioni di influenza.

La sezione sulle elezioni ora si chiama «Non minare i processi democratici» e vieta di ingannare gli elettori, diffondere informazioni false sui candidati o su come si vota, impersonare candidati o funzionari elettorali e cercare di scoraggiare l'affluenza. È caduto invece il divieto generale di personalizzare messaggi elettorali, che bloccava anche attività civiche legittime.

Sulle armi, la policy chiarisce che il divieto include il software e i componenti che le fanno funzionare, e azioni come armare droni e altri veicoli autonomi. Sulla sorveglianza, tracciare le persone senza il loro consenso è vietato, sia in tempo reale sia analizzando dati già raccolti. Claude non può decidere o raccomandare chi indagare, arrestare o incriminare, e non può servire a costruire strumenti di sorveglianza. Restano consentiti il tracciamento a cui le persone hanno acconsentito, la moderazione dei contenuti, il giornalismo e la ricerca legale.

Per gli usi ad alto rischio, come salute e finanza, resta obbligatoria una persona qualificata che possa rivedere le decisioni di Claude, e chi ne è toccato va informato che è stata usata l'IA. Arrivano anche requisiti per i modelli collegati a macchine che compiono azioni fisiche da sole: un operatore deve poterle osservare e fermare, e la macchina deve restare in sicurezza se Claude si scollega.

La parte che ha fatto più rumore, insomma, è quella che cambia meno: Claude che chiude le conversazioni c'era già. Le novità vere sono nelle regole su armi, sorveglianza e macchine autonome.