Il presidente degli Emirati Arabi Uniti aveva avvertito Netanyahu di un attacco di Hamas giorni prima del massacro del 7 ottobre

Dieci giorni prima del 7 ottobre, il presidente degli Emirati e il capo dell'intelligence egiziana avvertirono Netanyahu che Sinwar preparava una grande operazione. Lui non informò i vertici della sicurezza, che dichiarano di non averne mai saputo nulla.
Dieci giorni prima del 7 ottobre, il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed chiamò Benjamin Netanyahu. La telefonata durò 45 minuti. Il messaggio era uno solo: Yahya Sinwar, il leader di Hamas, stava preparando una grande operazione contro Israele. Lo rivela un'inchiesta di Haaretz pubblicata martedì 8 settembre, che cita tre fonti straniere di alto livello informate sulla conversazione.
Bin Zayed era preoccupato che un attacco potesse causare un bagno di sangue, destabilizzare la regione e mettere a rischio gli Accordi di Abramo. Netanyahu rispose che secondo lui Hamas intendeva agire in Cisgiordania, e rassicurò il presidente emiratino: Israele era preparato a qualsiasi scenario.
Ma quell'avvertimento non uscì dalla stanza. Netanyahu non ne parlò nelle riunioni di sicurezza che precedettero il 7 ottobre. L'ex capo dello Shin Bet Ronen Bar e l'ex capo di stato maggiore Herzi Halevi hanno dichiarato di non essere mai stati informati.
Non era il primo segnale. A settembre Sinwar aveva fatto arrivare a Israele, tramite un intermediario palestinese, un messaggio: stava preparando uno "zilzal", un terremoto. Poi lo aveva definito "la madre di tutte le sorprese" e "un'operazione terrificante". Il 15 settembre lo Shin Bet ricevette l'informazione e Bar informò Netanyahu. Due giorni dopo, in una riunione, Bar avvertì che Israele stava andando verso una collisione e raccomandò un'azione offensiva o misure difensive più robuste. Non fu presa alcuna decisione.
Anche l'Egitto ci provò. Il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel contattò Netanyahu nello stesso periodo e lo avvertì che stava per accadere "qualcosa di insolito, un'operazione terrificante". Netanyahu rispose che Israele aveva il controllo della situazione a Gaza e stava concentrando attenzione e truppe sulla Cisgiordania.
Nessuna delle due telefonate fu menzionata nella riunione del 1° ottobre su Gaza e Hamas. L'ufficio del primo ministro nega tutto: «Una menzogna assoluta! Il primo ministro Netanyahu non ha parlato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti nel periodo in questione e non ha ricevuto alcun avvertimento da lui.»
Ma l'ex primo ministro Naftali Bennett, leader di B'Yachad, ha detto a 103FM: «So con certezza che il rapporto è vero.» E ha aggiunto: «Mohammed bin Zayed degli Emirati ha avvertito Netanyahu che Sinwar stava preparando un'operazione. Anche Abbas Kamel, capo dell'intelligence generale egiziana, ha avvertito Netanyahu giorni prima della strage che era in preparazione una grande operazione.» E ancora: «Netanyahu ci ha portati alla cieca dritti in questo terribile disastro. Era così convinto che Hamas fosse un vantaggio che, nonostante avesse ricevuto avvertimenti espliciti, non ha fatto nulla.»
Gadi Eisenkot, presidente del partito Yashar, rincara: «Sempre più segnali indicano che Netanyahu ha portato Israele alla cieca nel disastro del 7 ottobre. Secondo il rapporto di questa mattina, ha ricevuto un avvertimento esplicito, giorni prima della strage, dal presidente degli Emirati Arabi Uniti riguardo alle intenzioni di Sinwar, ma non ha informato i vertici della difesa. Chi non è riuscito a svegliare chi?» Il suo partito chiederà una commissione statale d'inchiesta dopo la formazione del prossimo governo.
Un capo di Stato e un capo dei servizi avevano avvertito. I vertici della sicurezza non ne seppero nulla. Il 7 ottobre arrivò comunque.