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Dopo la cattura di Maduro, gli Usa si prendono il controllo del petrolio venezuelano: 55% e concessione di 100 anni

di Antonio Fabrizio
Dopo la cattura di Maduro, gli Usa si prendono il controllo del petrolio venezuelano: 55% e concessione di 100 anni

A gennaio le forze speciali americane hanno catturato Nicolás Maduro. Ora Washington annuncia il controllo del 55% di una società mista con concessione centenaria sui giacimenti: 65 miliardi di barili in mano agli Stati Uniti.

Il 3 gennaio le forze speciali americane hanno catturato Nicolás Maduro. Il 28 agosto Washington ha annunciato di aver messo le mani su 65 miliardi di barili di petrolio venezuelano: il controllo del 55% di una società mista con una concessione di 100 anni su 17 giacimenti.

Donald Trump la chiama «storica»: «Questa transazione storica PIÙ CHE RADDOPPIA le riserve petrolifere americane, aumenta notevolmente la nostra disponibilità di petrolio e ridurrà sensibilmente i prezzi della benzina per tutti gli americani». E assicura che tutto è stato fatto «senza alcun costo per il contribuente americano».

L'accordo è stato negoziato dal segretario di Stato Marco Rubio e dal segretario alla Difesa Pete Hegseth con la dirigenza venezuelana. Prevede che il governo statunitense controlli il 55% di questa società insieme a un operatore privato. La presidente ad interim Delcy Rodriguez ha garantito alla società una concessione di 100 anni per operare nei giacimenti. Secondo Rodriguez, l'accordo porterà «un investimento di oltre 100 miliardi di dollari e più di 209 miliardi di dollari in tasse per lo Stato» e avrà «un impatto significativo sulla rinascita della nostra nazione».

Il testo ufficiale non è stato reso pubblico. Ma il contesto è chiaro: Maduro è stato catturato in un'operazione autorizzata da Trump, e subito dopo il presidente americano aveva detto che la sua amministrazione avrebbe governato il Venezuela fino a una «transizione sicura, appropriata e giudiziosa» e che gli Stati Uniti avrebbero controllato a tempo indeterminato la vendita del petrolio del paese.

Torri di trivellazione petrolifera a Cabimas, Venezuela
Torri di trivellazione petrolifera a Cabimas, Venezuela

Il Venezuela ha le più grandi riserve accertate al mondo, 303 miliardi di barili, ma la produzione è crollata dal picco di fine anni '90. Trump ha chiesto alle compagnie americane di investire almeno 100 miliardi di dollari per rilanciare l'industria.

Rubio parla di «una grande vittoria sia per il popolo americano sia per quello venezuelano». Ma i fatti raccontano un'altra storia: un paese appena uscito da un'operazione militare americana concede a Washington il controllo di maggioranza delle sue risorse per un secolo. Difficile chiamarlo un negoziato tra pari.