Deputato scozzese: lo stupro è uno spettro. È bufera

Q Manivannan, dei Verdi scozzesi, in un podcast parla dello stupro come di uno spettro. I centri antiviolenza: nessuna deve dimostrare di essere stata abbastanza male.
Q Manivannan lo aveva detto un anno fa in un podcast: lo stupro, secondo il deputato dei Verdi scozzesi, esiste «su uno spettro». La registrazione è tornata a circolare a metà agosto 2026, e i Conservatori scozzesi hanno chiesto ai Verdi di sospenderlo.
Nella puntata, registrata per il podcast The Subjective Space, Manivannan sostiene che il disgusto collettivo dovrebbe rivolgersi all’atto e non alla figura mostruosa dello stupratore, e che sotto un’unica parola finiscano appiattite situazioni molto diverse fra loro.
La risposta di chi lavora ogni giorno con le sopravvissute è arrivata con una lettera aperta della Scottish Rape Crisis Alliance, che respinge l’idea di una società che demonizza lo stupro e ricorda che una gerarchia dello stupro non esiste: nessuna donna dovrebbe dover dimostrare che la propria sofferenza è abbastanza grave da contare. La lettera si chiude con una domanda sola: «Il mio stupro è stato abbastanza grave?»
Manivannan si è scusato su Instagram sostenendo che la clip fosse montata in modo selettivo, ma ha riconosciuto che il suo linguaggio era astratto e se ne è assunto la responsabilità. Ha respinto ogni insinuazione di voler minimizzare la violenza sessuale. Sotto i post, i commenti sono stati disattivati.
Resta il punto che la teoria non tocca: mettere lo stupro su una scala sposta il peso della prova su chi lo ha subito. E una sopravvissuta che ascolta un deputato discutere di sfumature non sente un ragionamento, sente che le verrà chiesto di dimostrare quanto è stata male.