Dazi Usa al 50% sul Canada, Carney: «Noi siamo stati attaccati»

Washington impone dazi del 50% su 20 miliardi di merci canadesi aggirando l'accordo di libero scambio. Ottawa promette una risposta dollaro per dollaro.
Domenica 23 agosto, di mattina presto, sono entrati in vigore dazi americani del 50 per cento su 20 miliardi di dollari di merci canadesi: latticini, vino, mobili. Non è un semplice ritocco tariffario: i nuovi dazi aggirano le esenzioni previste dall'accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Messico e Canada, l'USMCA, in vigore dal 2020. Washington li ha imposti invocando la Sezione 338 del Tariff Act del 1930, una legge pensata per un'altra epoca.
Il primo ministro canadese Mark Carney non ha girato intorno alla questione. In conferenza stampa ha detto che gli Stati Uniti hanno attaccato Ottawa, e ha spiegato perché: «Negli ultimi giorni, gli Stati Uniti hanno proposto nuove condizioni che erano antieconomiche, ingiuste e che minavano i benefici netti per il Canada, mettendo in discussione l'affidabilità di qualsiasi accordo.» Poi la sintesi: «In breve, hanno chiesto troppo e hanno offerto troppo poco. Sei in guerra quando vieni attaccato. Noi siamo stati attaccati.»
Carney non è un politico qualunque: economista, ex governatore della Banca del Canada e della Banca d'Inghilterra, aveva già annunciato venerdì 21 agosto che Ottawa avrebbe reagito. E la reazione sarà dollaro per dollaro. «Abbiamo capito fin dall'inizio che l'America è cambiata e che non torneremo alla nostra vecchia relazione», ha detto. «Il Canada ha ciò che il mondo vuole. E non permetteremo a nessuna nazione di decidere il nostro futuro.»
Dall'altra parte, Trump ha risposto su Truth Social con il suo stile: «Il Canada vuole i benefici di essere uno Stato, senza esserlo!!! Hanno anche imposto ai nostri grandi agricoltori, per molti anni, enormi quantità di dazi. Basta!!!»
La guerra commerciale tra i due vicini non è più una questione di tariffe: è una resa dei conti su chi decide le regole. E a pagarla, come sempre, saranno le persone che vivono da entrambe le parti del confine.