Cinque anni dopo Kabul, le donne afghane non possono nemmeno uscire di casa

Dal ritorno dei talebani, 470 decreti hanno cancellato le donne afghane dalla vita pubblica: niente scuola dopo i 12 anni, niente uscite senza un uomo, nemmeno la voce. E il mondo tratta con chi le ha cancellate.
Il 15 agosto 2021 Kabul cadeva di nuovo nelle mani dei talebani. Cinque anni dopo, le donne afghane sono state cancellate dalla vita pubblica: non possono uscire di casa senza un uomo, nemmeno per andare dal medico, e anche in quel caso solo se il medico è una donna. I numeri del regime parlano chiaro: 470 decreti in cinque anni, 79 solo contro le donne. Un muro costruito pezzo dopo pezzo, mentre il mondo guardava altrove.
L'istruzione è stata la prima a cadere. L'UNESCO stima 2,4 milioni di bambine fuori dalle scuole secondarie, 200mila in più rispetto al 2025: possono studiare solo fino ai 12 anni. Poi c'è il corpo da nascondere: coprirsi da capo a piedi, lasciando visibili solo gli occhi. A Herat decine di donne sono state arrestate per aver violato il codice di abbigliamento.
Chi protesta paga con la vita. Alle manifestazioni in piazza il regime ha risposto a fuoco: almeno due morti. E ha formalizzato i matrimoni infantili con il Codice sulla separazione giudiziale dei coniugi, introdotto nel maggio 2026. La voce delle donne è stata spenta: niente canto, recitazione o lettura ad alta voce in pubblico. Per i talebani è uno «strumento di corruzione».
Shaharzad Akbar la definisce «la peggiore crisi dei diritti delle donne del mondo». E la crisi umanitaria peggiora tutto: il Paese è senza gli aiuti finanziari dell'Occidente, e a pagare sono stati soprattutto i civili.
Intanto il mondo normalizza: una delegazione talebana è stata ricevuta alla Commissione europea a Bruxelles per discutere il rimpatrio dei cittadini afghani. Dopo cinque anni, forse è il momento di smettere di parlare con i talebani e ricominciare a parlare delle persone che costringono a non vivere.