BCE, parte Pontes: l'euro digitale tra banche viaggia su blockchain

La piattaforma per i pagamenti interbancari in euro digitali è attiva dal 21 settembre. Per la BCE serve un'alternativa alle stablecoin in dollari, diventate lo standard delle transazioni digitali.
Lunedì 21 settembre è partita Pontes, la piattaforma della Banca centrale europea per i pagamenti tra banche in euro digitali. Non criptovalute come Bitcoin: sono euro emessi dalla banca centrale che viaggiano su blockchain, la stessa tecnologia dei bitcoin. Servirà anche per scambiare titoli finanziari che esistono solo in forma digitale.
Il motivo è semplice. Oggi le stablecoin private, quasi tutte in dollari, stanno diventando lo standard per le transazioni digitali. Se l'Europa non offre un'alternativa, avvertono gli economisti della BCE, rischia di perdere il controllo sulla propria politica monetaria. Già oggi la maggior parte delle transazioni in stablecoin nel mondo usa token in dollari.
Pontes collega per ora 13 banche dell'Eurozona – tra cui Deutsche Bank, Santander e Société Générale – e quattro operatori di blockchain, come Clearstream, del gruppo Deutsche Börse, e la fintech lituana Axiology. Entro il 2028 dovrebbe girare 24 ore su 24, 365 giorni l'anno, e nei prossimi mesi arriveranno altri partecipanti.
La BCE stessa userà la piattaforma: ha annunciato che investirà una piccola parte del proprio portafoglio di fondi propri, che vale 23 miliardi di euro, in titoli emessi su blockchain. Niente bitcoin né stablecoin private come Tether, solo obbligazioni e strumenti simili, per «acquisire esperienza pratica» con questa tecnologia. Dal 30 marzo gli strumenti emessi su blockchain sono anche accettati come garanzia dall'Eurosistema.
Il progetto lo guida Piero Cipollone, il membro del comitato esecutivo della BCE che segue i pagamenti — lo stesso che sta portando avanti l'euro digitale per le persone. La piattaforma si appoggia a Target2, il sistema con cui già oggi le banche europee si scambiano denaro.
C'è anche un euro digitale per le persone, quello da spendere al supermercato, ma è un'altra storia: per farlo partire servono modifiche al diritto europeo. Quello tra banche, invece, poteva partire subito con le regole di adesso.
La scommessa è chiara: se l'Europa non offre una moneta di banca centrale per le transazioni su blockchain, qualcun altro lo farà al posto suo. E quel qualcun altro, oggi, parla soprattutto in dollari.