Amanda Knox al Fringe: recensioni contrastanti e 40mila firme contro

Amanda Knox ha portato la sua storia all'Edinburgh Fringe con uno spettacolo one-woman. Le recensioni sono contrastanti e una petizione con oltre 40mila firme chiedeva di cancellarlo, ma le serate sono andate esaurite.
Amanda Knox ha portato la sua storia all'Edinburgh Fringe, il festival di Edimburgo noto anche per la commedia. Il suo one-woman show si intitola Cartwheel e racconta gli anni in carcere, la gogna mediatica e il percorso che l'ha portata a diventare madre. Le recensioni sono contrastanti, ma le 11 serate in programma sono andate esaurite.
La storia che Knox racconta è quella di un caso che ha diviso l'opinione pubblica per anni. Nel 2007, a Perugia, fu uccisa Meredith Kercher, studentessa inglese di 21 anni che condivideva la casa con Knox. Knox e il fidanzato Raffaele Sollecito furono condannati, poi assolti in appello, poi di nuovo condannati nel 2014 e infine prosciolti dalla Cassazione nel 2015. L'unico condannato per l'omicidio è Rudy Guede, che ha scontato 13 anni di una pena di 16.
Il titolo dello spettacolo, Cartwheel, viene dalle ruote che secondo i pubblici ministeri Knox avrebbe fatto in una stazione di polizia poco dopo la morte di Kercher. Un dettaglio che all'epoca fece il giro del mondo e che oggi Knox usa per raccontare come la stampa l'ha trasformata in un mostro. Sul palco parla anche della sua vita dopo l'assoluzione: due libri, un documentario Netflix, un podcast, un matrimonio e due figli.
Le recensioni della critica sono divise. Il Guardian scrive che «classificare Cartwheel come commedia potrebbe essere un passo falso; rischia di apparire insensibile e descrive in modo impreciso lo spettacolo», e aggiunge che ora Knox può raccontare la sua storia. Il Times è più duro: «Mi dispiace essere l'ennesimo uomo a dire che Knox è un po' strana, ma non c'è modo di evitarlo: l'effetto di tutta questa bizzarra serietà è tanto disorientante quanto rivelatore». Il Telegraph riconosce che «il materiale di Knox è difendibile, ma raramente divertente».
La famiglia di Meredith Kercher ha lanciato una petizione per cancellare lo spettacolo, raccogliendo oltre 40mila firme e parlando di «profondo dolore». Anche Raffaele Sollecito ha criticato l'iniziativa, definendo «sconcertante che una tragedia venga usata come richiamo per uno spettacolo comico». Ma il pubblico non è mancato: tutte le serate sono andate esaurite.
Il paradosso è tutto qui: le assoluzioni le ha ottenute, ma la storia che porta in scena non è soltanto la sua — è anche quella di Meredith Kercher, e la famiglia ha chiesto che venga lasciata fuori da un palco. Forse il punto non è che Knox parli, ma dove e come: un festival di commedia, e un titolo che allude al dettaglio usato per condannarla. Dove finisca il raccontare e cominci lo spettacolarizzare, in questo caso, lo decide chi guarda.