Ben-Gvir in cella da un capo di Hamas: «Voglio che tu venga giustiziato»
Itamar Ben-Gvir, ministro israeliano della Sicurezza nazionale, è entrato in carcere e si è piazzato davanti a Hassan Salameh, uno dei capi di Hamas, condannato per gli attentati agli autobus della linea 18 a Gerusalemme. «Hai ucciso 48 persone», gli dice circondato da agenti armati. «Ti ho messo io in queste condizioni. Ma non è finita qui: voglio che tu venga giustiziato». E poi: «Qui l'inferno sono io». Nel post che accompagna il video Ben-Gvir scrive che da ministro della Difesa farà in modo che i «terroristi assassini» come lui siano messi a morte, e che porterà avanti la politica di «emigrazione» da Gaza e dalla Cisgiordania. Il video è sottotitolato in italiano. La traduzione è nostra.
tocca per leggere tuttoBlocca la Milano-Meda per girare un video: il trapper «Bratan» rimpatriato
Il trapper «Bratan» è stato rimpatriato. Aveva bloccato la Milano-Meda per girare un video musicale senza autorizzazione, con un gruppo di motociclisti che aveva fermato il traffico. Secondo le autorità ha messo in grave pericolo gli automobilisti che passavano. Le indagini, fatte anche analizzando diversi profili social, lo hanno identificato come il motociclista alla testa del gruppo. Per la sua «pericolosità sociale» gli è stato revocato il permesso di soggiorno, e l'hanno imbarcato sul primo volo per il suo Paese d'origine.
tocca per leggere tuttoGermania, 45mila studenti in piazza contro la leva obbligatoria
In Germania gli studenti hanno scioperato contro la leva. Secondo gli organizzatori erano più di 45mila, in oltre cento città, da Berlino in giù. «La vostra guerra, senza di noi», «Perché noi e non voi», «Non una persona, non un centesimo per la Bundeswehr». Sugli striscioni anche «Bildung statt Bomben»: istruzione, non bombe. A far scendere in piazza i ragazzi è la visita medica diventata obbligatoria per i diciottenni maschi, e la possibilità che torni la leva se i volontari non bastano.
tocca per leggere tuttoProtesta pro Israele contro NAZA al festival di New York
Bandiere israeliane e cartelli «We love the IDF» davanti alla prima di «NAZA» al New York Film Festival. A protestare è l'Israeli-American Council, un'organizzazione della comunità israelo-americana negli Stati Uniti. Per il Council il documentario è un film «anti-israeliano»: muove «accuse gravi» sulla condotta dell'esercito israeliano a Gaza, ignora le informazioni che le contraddicono e non racconta per intero il contesto del 7 ottobre. Nel video una manifestante spiega che il film si regge sulle testimonianze di 24 presunti militari e membri dell'intelligence israeliani, tutti anonimi: «Quelle testimonianze vanno esaminate».
tocca per leggere tuttoAll'ONU Israele controlla chi è uscito mentre parla Netanyahu
Mentre Netanyahu parla all'Assemblea generale dell'ONU, un membro della delegazione israeliana si alza e gira per l'aula con un foglio in mano. Passa tra i banchi per segnarsi quali Paesi sono usciti durante il discorso. Le uscite dall'aula mentre parla il primo ministro israeliano sono diventate una forma di protesta. Israele, a quanto pare, tiene il conto. Immagini: Wesley Bischoff/g1
tocca per leggere tuttoIsraele regala uno Starlink all'Iran: «Preghiamo che cambi il regime»
Nell'aula dell'Assemblea generale dell'ONU, l'ambasciatore israeliano si avvicina al banco dell'Iran con una scatola in mano: dentro c'è un dispositivo Starlink, l'internet satellitare di Elon Musk. «Può esserti molto utile per permettere al popolo iraniano di riconquistare la libertà, dopo quello che gli avete fatto», dice al rappresentante iraniano. Poi aggiunge: «Amiamo il popolo iraniano e preghiamo perché lì cambi il regime. Quel giorno arriverà». Il video è sottotitolato in italiano. La traduzione è nostra.
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